INTERVISTA TELEFONICA AL PRESIDENTE-FONDATORE PAOLO FERRI

A) Paolo, dopo la 23^ Agape svolta a Roma in aprile, nei mesi di luglio e agosto 2005 hai guidato anche due Agapi per fanciulli, giovanissimi e giovani. Che cos'è un Agape?

P) Un'Agape, in breve, è un convegno (Comunità d'Amore) che si svolge nella Fede, nella Speranza e Carità.

A) Negli ultimi due incontri, quale argomento hai affrontato con i ragazzi e con ì giovani?

P) L'argomento è stato “Le radici cristiane”.

      Abbiamo voluto riprendere l'espressione del Santo Padre Giovanni Paolo II, di santa memoria, e ripresa da Benedetto XVI, in quanto, come sappiamo, il Parlamento Europeo non ha accettato di inserire nella Costituzione Europea l'espressione “Le radici cristiane”. Allora abbiamo voluto far partecipi i fanciulli, giovanissimi e giovani spiegando loro che cosa sono le radici cristiane.

A) Per sviluppare questo tema così importante e di attualità, sia per quanto riguarda la fede sia per la cultura, quale metodo hai adottato?

P) II tema è stato impostato su Cristo e, quindi, con amore di semplicità, chiarezza e verità. Con loro bisogna usare un metodo semplice, incisivo, chiaro, anzi, trasparente, Essi capiscono, non fanno fatica. Anche perché, a seconda dei casi, si usano gli esempi naturali, normali. Infatti, in questa Agape siamo partiti proprio dalle cose visibili, dalle cose materiali, ad esempio: da una pianta.

A) Come hai sviluppato questo esempio preso dalla natura?

P) Ho preso una pianta e glielo fatta vedere com’è. Ho mostrato loro le radici, il fusto, i rametti, le foglie. Le radici sono piantate nella terra che provvede al nutrimento. L'acqua, invece, le disseta. Partendo da questo esempio sono passato alla realtà spirituale, che non è uguale, ma è simile, dando loro ampia spiegazione.

A) Possiamo dire, usando un paragone della biologia, che ogni Agape è proprio una cellula dentro la quale c'è il DNA dell'Amore?

P) Sì, lo si può dire.

A) I giovani e i ragazzi che hai incontralo in luglio-agosto a Tricarico e a Castelcivita provenienti quindi da situazioni diverse, erano ragazzi e ragazze, come si sono avvicinati a questa esperienza, quali impressioni hanno manifestato e quale prospettiva, quale sogno, quale speranza hai visto nei loro occhi, incontrandoli così intimamente?

P) Si sono avvicinati volentieri e con la gioia di vivere.

     La speranza in loro è stata grande perché hanno sperimentato la felicità, sicuri di vivere nella vita vera.

A) Sono ragazzi e ragazze insieme?

P) Le Agapi sono miste, ma non sempre.

A) L'Agape e dunque un'occasione di vita piena, con attività di pensiero, attività pratiche, incontri, gioco, preghiera. Il loro spirito di giovani, di ragazzi del tempo moderno come si rapporta all’intimità della vita di Cristo?

P) Si rapporta con semplicità, gioia e fiducia, perché venendo con piacere, i nuovi sono stati accompagnati dai genitori, sono felici sin da quando danno l’adesione,

A) Ecco, tu, scusa, hai fatto cenno ai genitori che accompagnano i ragazzi. Questo significa che c'è da parte tua e dei tuoi collaboratori, di cui poi magari ci parlerai, una preparazione che prevede questo accostamento attento, visto che si tratta di ragazzi. Come si arriva a coinvolgerli?

P) L'invito è rivolto alle famiglie con il pieno consenso dei Sacerdoti e Vescovi. Quindi c'è già questa base necessaria. Poi, la nostra cattedra non è il tavolo o la scrivania, ma è quella dell'agire con loro, vicino a ciascuno  con  "Professionalità"  in ogni  manifestazione: preghiera, canto, gioco, lavoro di gruppo, lettura, disegnoIn questo modo la nostra presenza non solo li coinvolge ma ne diviene Testimonianza, Annuncio di una vera vita cristiana e siamo, così, proposta di un Itinerario per vivere in pienezza la vita cristiana aperta a tutti. Infatti, essi hanno bisogno di esempi veri, dì testimoni credibili da poter imitare. E quindi sono felici di essere Cristiani, consolano le famiglie e fanno viva la Chiesa, Essi sono anche la nostra felicità oltre che, primariamente, di Gesù perché corrispondono con immediatezza al Suo Amore.

A) Quindi vengono sempre informati i parroci del luogo dove si svolge l'Agape?

P) Vengono portati a piena conoscenza, ne danno il consenso, e vengono coinvolti così come è loro possibile, perché spesso hanno molti impegni, ma soprattutto hanno piena fiducia nel nostro operato. Anche perché viviamo pienamente l'ecclesialità. A Castelcivita, il Parroco è rimasto così felice che durante la Santa Messa, a chiusura dell'Agape, ha lanciato la proposta di fare un’Agape per adulti. E’ stata per noi una sorpresa che ci ha commossi.

A) Come si prepara l'Agape?

P) La prima preparazione la facciamo noi, ci prepariamo noi. Poi, iniziamo con le procedure organizzative e il contatto con i giovani, giovanissimi e fanciulli e con le loro famiglie.

A) Quindi ogni operazione di questa Opera è curata con attenzione?

P) Sicuramente! Anzi, con Amore di perfezione - ce lo dice Gesù: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”-. Quindi con Amore attento, sincero, semplice, gioioso, laborioso… Vivendo la nostra vita nell’Amicizia con Dio è “naturale” per noi fare ogni cosa con Amore e per Amore a Dio. Quindi anche l’Agape, che ha una bellezza particolare, rispecchia la nostra vita di Famiglia spirituale. Le famiglie, quando ci vedono operare, si rendono conto, per la testimonianza credibile che diamo, che si tratta di una cosa seria, fatta bene. Nel corso dell’Agape i genitori si sono stupiti del comportamento dei fanciulli e dei ragazzi.

A) Perché si sono stupiti?

P) Per la pace che c’era. Perché i loro figli erano allegri e sicuri. Giocavano, cantavano, leggevano serenamente. Si sono espressi bene anche attraverso il disegno fatto da loro con dedizione, spontaneità e Amore; tant’è che Don Martino, durante la Santa Messa, all’omelia, ha avuto per loro parole di elogio e di forte incoraggiamento.            Inoltre l’Agape ha suscitato l’interesse della gente del posto. Infatti venivano a visitarci persone che chiedevano notizie; altre ci portavano dei doni; altre desideravano saperne di più sulla religione.

A) Poi, com’è d’uso al termine di ogni Agape, avrai raccolto per iscritto le testimonianze dei fanciulli che leggeremo probabilmente in seguito, magari anche con qualche disegno che potrai mandarci, se vorrai. C’è un episodio particolare di queste due Agapi estive che ci vuoi comunicare, un episodio particolarmente significativo. Un gesto particolare che avete fatto. Ricordo per esempio, l’anno scorso o due anni fa, quella preghiera - che è documentata in un’immagine che abbiamo visto nel sito di te con alcuni ragazzi inginocchiati in un piccolo anfiteatro-. Vuoi ricordare un gesto, un momento particolare, intenso?

P) Tutti gli anni abbiamo delle cose nuove. Anche la stessa Agape è nuova. Ma se vogliamo precisare qualche particolare è questo. Durante la Santa Messa c’è la preghiera dei fedeli. Alla preghiera dei fedeli abbiamo inserito la preghiera spontanea che a loro piace, e al termine, invece di rispondere: “ascoltaci Signore” o “Signore ti preghiamo”… terminava con “il tuo Mario” o “la tua Silvia”. Eravamo tutti felici. Un altro elemento importante che si vive durante l’Agape è la pratica, lo sforzo, l’impegno di mettere in atto quello che si dice, ciò che si apprende. In questo modo i partecipanti (Agapini-Agapine) sono coinvolti: intervengono, parlano, chiedono, fanno domande, partecipano con noi, quindi non sono solo spettatori. L’Agape è davvero un tempo di vero cristianesimo.

A) Hai detto “noi”, quindi c’era qualche collaboratore?

P) Certo che ci sono e non solo collaboratori ma anche collaboratrici pure tra gli stessi giovani e sono coinvolti nella preparazione, nello svolgimento e nella conclusione dell’Agape. Gli adulti poi sono ben impegnati anche loro a seconda delle necessità.

A) Paolo, vuoi aggiungere qualcosa? Una prospettiva per l’immediato futuro…

 

P) Auguro ai giovani, giovanissimi/e, fanciulli/e di fare l'esperienza dell'Agape in questa Opera, in questo Movimento che è la nostra "Famiglia spirituale". Parlo di quelli che non hanno niente che non sono da nessuna parte o che magari sono ancora in ricerca. E’ augurabile che facciano un'esperienza con noi o, comunque, dove il Signore indicherà loro, perché la Chiesa è ampia dì possibilità.

      Il nostro è un Itinerario d'Amore. Ancora oggi, dopo trent’anni che lo percorro, mi sento fresco, sempre più appassionato, deciso, forte e soprattutto Felice! Felice! Felice! Mi permetto di aggiungere che le Agapi sono una delle espressioni del nostro Movimento, ma ce ne sono altre che armoniosamente vissute perfezionano la vita di Cristiani, vivendo il nostro Carisma: “l’Amore” e la Spiritualità “La Via dell'Amore” e puntando decisamente, con umiltà, verso la santità!